Il Giormax

La deriva più conosciuta e diffusa in tutto il mondo è sicuramente l’OPTIMIST.
Fu progettato nel 1954 dall’architetto americano Clark Mills, che trasse lo spunto, per il progetto, osservando i ragazzi di San Francisco, che con sommo divertimento sfidavano la forte pendenza di alcune vie della città americana scendendo lungo le medesime, ingabbiati in lignei scatoloni dotati di piccole ruote.
Perché non trasferire le casse in acqua?
La facilità di costruzione, il prezzo modesto (almeno all’inizio) e soprattutto la validità delle prestazioni in acqua, decretarono un successo universale.
Ideale per l’apprendimento: scafo a spigolo, fondo piatto, deriva a baionetta.
Il piano velico prevede la sola randa con picco (vela al terzo).
Base e scassa progettate in modo che l’albero assolva la sua funzione senza l’ausilio del sartiame.
È la barca di iniziazione per eccellenza studiata per i più giovani, che possono cominciare a portarla sin dai cinque anni.

Le regate, numerosissime in tutto il mondo, sono limitate a ragazzi dai 7 ai 15 anni.

Riassumendo:

foto 4lunghezza f.t.: m.2,30

larghezza: m 1,13

dislocamento: 35 kg

superficie velica: mq 3,25

costruzione: legno o vetroresina.

Ma perché quel titolo “IL GIORMAX”?

Incredibile ma vero: in quel di Priaruggia (frazione di Quarto dei Mille), ben 20 anni prima dell’americano Mills, due personaggi leggendari, non americani, non architetti, nelle persone di Giorgio Audizio e Max Ziravello, con italico istinto, passione, amore per la vela, riuscirono a creare un modello di barca per giovanissimi, a cui diedero il nome di Giormax.foto 3

Per conoscere a fondo la genesi di questa imbarcazione è doveroso lasciare la parola al Sig. Claudio Sciaccaluga, autore di una bella pubblicazione sull’argomento.

“La leggenda narra che a Quarto, (Villa Aloj) abitasse una donna amata da un giovane pilota, il quale, spesso, volteggiava col suo piccolo idrovolante sopra la villa. In una di queste occasioni, l’aereo perse in mare un galleggiante, che venne raccolto dai ragazzi e portato sulla spiaggia di Priaruggia. Inizialmente il galleggiante fu usato come scivolo per planare con le onde, ma i due protagonisti ne intuirono subito un uso diverso. Nacque così una piccola barca a vela: il GIORMAX”.

Il prototipo fu fonte di contagio per le zone vicine: a Boccadasse, Quinto, Recco si costruirono, senza disegni ufficiali, barche simili, senza la monotipia attuale. La lunghezza massima era compresa tra m 2,35 e 2,50 e la larghezza fra m 0,45 e 0,55.

I “maestri d’ascia” erano padri e appassionati che si divertivano a costruirli per i giovani del quartiere.

L’anno d’oro del GIORMAX a Priaruggia risulta essere il 1934: in quell’anno scesero in acqua 12 nuove imbarcazioni.

La barca veniva costruita artigianalmente con legno di recupero e usando tavole di abete larghe 20 cm e di 1 cm di spessore. Solo gli ultimi esemplari erano costruiti con legno di maggior pregio.

Caratteristiche del GIORMAX:  Cattura

lunghezza m 2,35/2,50

larghezza m 0,45/0,55

albero con sartiame

randa con boma

fiocco

 

(Gian Maria Gatti)

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